In Italia il 31,5% delle aziende agricole è condotto da donne, contribuendo per il 17,5% alla produzione nazionale. Le imprenditrici di Confagricoltura Donna si distinguono per il loro livello di istruzione: 2 su 3 sono laureati, mostrano una naturale inclinazione a investire nel digitale e nella sostenibilità ambientale.
Secondo un’analisi del Centro studi di Confagricoltura spiccano, tra i comparti coniugati al femminile, l’agriturismo e le fattorie didattiche (complessivamente il 60% delle imprese). È cresciuta, negli ultimi 12 anni, in percentuale, la presenza femminile negli allevamenti zootecnici, superando il 43%, mentre nelle imprese floricole copre quasi il 52%.
Nonostante i progressi compiuti, però, ancora oggi le donne incontrano ostacoli nel loro percorso sociale e professionale: difficoltà di accesso al credito, poca attenzione alla formazione e, in generale, stereotipi e pregiudizi che limitano le opportunità e la fiducia delle donne nel settore, influenzando negativamente la percezione delle loro capacità e competenze.
“Si parla molto di parità di genere ma siamo ancora legati a logiche superate. A partire dal mondo del lavoro dove il ruolo della donna rimane marginale e per niente adeguato a modelli in grado di consentire la conciliazione tra famiglia e lavoro”, afferma Lucia Rinaldi, presidente Confagricoltura Donna Campania.
“In agricoltura – spiega la presidente Rinaldi – bisogna operare nella ricerca e nell’attuazione di processi innovativi che darebbero alle donne sempre maggiori possibilità di accesso al comparto. Innovazione e alta tecnologia nelle zone agricole possono essere la chiave per rinnovare il mondo agricolo portando la ricchezza dell’universo femminile, da troppi anni rilegato a riserva indiana”.
In questa Giornata, un ricordo va infine “a tutte le donne madri e ancora oggi vittime di violenza e sopraffazione”.